
07 luglio 2011
Tour Divide
MARCO COSTA, del Team WILDTRACK ENDURANCE, AL TOUR DIVIDE
Che cosa mi spinge ad esplorare il mondo in bicicletta? Una sensazione
di libertà estrema, nelle sacche l'essenziale, tutto quello che
possediamo e su cui facciamo
affidamento è lì, dentro le borse da bici: la nostra casa viaggiante. Io
lontano migliaia di km dall' happyhour, dai saldi estivi, dalla birra con
gli amici.
L'inizio sempre frenetico segnato dai preparativi, dall'ansia
dell'inconveniente, ma quando si sale sulla bici tutto cambia, i contatti
differenti, più diretti, il tempo che si
adegua alle ruote, si progetta la giornata, si pensa all'itinerario, alle
provviste per qualche giorno. Questo è stato il modo di procedere
quotidiano della mia avventura
respirando l'aria fresca, io e la strada. È lì che ho vissuto questo mese
ove ho assaporato le cose, gli incontri, la natura. L'America del Nord è
una terra unica con questi luoghi
quasi deserti sia di gente, di piante, di ripari e di case. E ti rende ancora
più consapevole di questa condizione di libertà ed indipendenza.
l'avventura estrema di Marco Costa, del team WILDTRACK ENDURANCE,
l' atleta vicentino residente in Valsesia parteciperà al TOUR DIVIDE ,
gara in mountain bike
che si sviluppa su un percorso chiamato Great Divide, il più' lungo al
mondo fuoristrada per la bicicletta!
La partenza e' il 10 giugno 2011 da Banff in Canada, ho viaggiato
attraverso le province di Alberta e British Columbia per entrare poi negli
Stati Uniti attraversando gli stati
del Montana, Idaho,Wyoming, Colorado e New Mexico per arrivare ad
Antelope Wells al confine con il Messico dopo 4450 km e 44.000 metri
di dislivello.
La gara e' in completa autonomia senza mezzi di supporto esterni,
questo significa non avere nessuno a seguito non poter programmare
delle tappe ed essere in
autosufficienza con cibo acqua ed attrezzatura per dormire.
E' richiesta un ottima competenza sentieristica e di navigazione, il
percorso e'tortuoso. Le soste, i rifornimenti di cibo ed acqua, il ritmo di
gara sono a libera scelta,
l'importante e' compiere l'intero percorso senza scegliere strade
alternative o peggio utilizzando mezzi di trasporto motorizzati.
Nella parte Canadese e nel Montana c'è un alta concentrazione di
Grizzly molte volte abbiamo trovato i segni dei loro passaggi ma forse
il rumore delle biciclette li faceva
allontanare prima del nostro passaggio, poco più' a sud si incontrano
Mountain Leon alquanto pericolosi per i ciclisti in quanto sono attratti
dal loro passaggio ed infine in
New Mexico si deve fare particolare attenzione ai serpenti..una sera mi
fermo per montare una frontale nel casco e sento un forte rumore
simile ad un grillo…ma non era un
grillo ma un serpente a sonagli che era pronto a sferrare un morso se
avessi fatto un solo passo..Io ero ad una distanza di "sicurezza"…ma
non ho voluto avvicinarmi!!!
Il giorno della partenza 85 ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte
del mondo,maggiormente America e Canada devo dire,pochi Europei…
tutti che si parlano ridono si
fanno foto,raccontano i loro "prototipi"di borse e bici preparati con cura
per la gara…e' incredibile non avevo mai visto così tante bici
"conciate"così…tutto ridotto al minimo
ma non mancava nulla a nessuno!niente per più' di 20 giorni…se penso
alla nostra vita normale in 20 giorni quante cose cambiamo quante
cose abbiamo bisogno….quante
cose buttiamo….Qui nulla si butta,anche un sacchetto di plastica può'
essere utile per ritirare qualcosa nelle sacche!
I primi giorni scorrono sempre veloci,ma fatico sempre a prendere il
ritmo,si pedala molto circa 16/18 ore al giorno,si spinge molto la bici
sulla neve,i passi al nord sono tutti
innevati e molte volte troviamo delle comunicazioni lungo il percorso
scritte in un cartello di fortuna che indicano un nuovo sentiero causa
neve o fango….
L'organizzazione non e' presente ne alla partenza ne all'arrivo e meno
ancora lungo il percorso,tutto viene comunicato via mail o viene
avvisato lo store del paesino che scrive
appunto un cartello e lo appende in un posto si spera visibile da tutti
con le ultime indicazioni.
E' proprio questo il fascino della gara…devi saper gestire al meglio
tutto…vieni pero' monitorato con lo Spot,un dispositivo GPS che manda
un segnale anche in caso di
emergenza alla stazione di soccorso più' vicina ma che permette anche
di essere seguito da casa e vedere in ogni istante la posizione,la
media.le soste etc….nessuno può'
barare anche perché' non ci sarebbe un senso non si vince nulla,e' solo
soddisfazione personale!!!quello che da Noi si e' perso,se non c'e' un
premio o un pacco gara
sostanzioso non si fa.
Dopo un po di giorni mi aggrego a Sami e Reto,due ragazzi Svizzeri che
già' avevo conosciuto in Marocco per una gara in MTB,il ritmo e' più' o
meno quello e con loro mi
sono veramente divertito…devo essere sincero che nei giorni successivi
alla fine della gara mi sono mancati,bastava uno sguardo per capire che
era ora di fare una sosta o che
quel posto andava bene per dormire alcune ora,anche se Reto non
amava molto dormire all'aria aperta,aveva un sacco a pelo leggero e
non molto tecnico e alla mattina
borbottava un po,ma non ha mai fatto problemi;a me faceva ridere
perché' non si capiva una parola di quello che diceva perché' parlava in
tedesco ed a voce bassa,ma
sicuramente capivo cosa voleva esprimere,anche quando si
arrabbiava…era troppo divertente..ahaha,ecco mi viene da ridere anche
scrivendo!!!
Il percorso e' stupendo,ogni giorno regala paesaggi unici,nuovi
colori,nuovi sentieri..boschi fiumi laghi torrenti….una natura
immensa!La parte nord del Canada e Montana e'
forse la più' verde e dove non c'e' alcun problema a trovare
acqua,mentre più' si va a sud si fatica a trovarne!
In Colorado,ormai più' della meta' percorso si attraversa un altipiano e
dei passi famosi come il Borean Pass e l'Indiana Pass a 3850 mt di
quota…
Lo stato che non mi immagina così e' stato il New Mexico..una volta
passato il Colorado ho pensato:ho finito di salire e scendere dalle
montagne attraverso valli e torrenti ed
invece no,ho trovato una zona ancor più' impervia,salita lunghe dure e
praticamente assenza totale di acqua…alcuni gioni e' stato veramente
difficile dosarne le
scorte,riempivo tutta la sacca idrica(3 litri) ed in più' cercavo di mettere
ovunque delle bottiglie di scorta in più',ma non bastavano mai e poi
dopo un po di ore diventavano
bollenti…abbiamo deciso allora di procedere di notte e dormire un po
nelle ore più' calde,ma sempre non e' facile,non sempre si trova un
riparo dal sole e non si deve mai
dimenticare ai serpenti..la notte invece e' sempre stata fresca,uno
sbalzo di temperatura incredibile quasi 50 gradi…
Il momento più' bello???non lo so…sono troppi,veramente non saprei
come poter classificarlo,se vi dico il momento dell'arrivo mento!Per me
non e' stata una fine ma un
inizio,come ogni volta mi carico di voglia di ricominciare una nuova
avventura,Io mi alimento di una continua ricerca.
Alla fine della gara concludo 7' assoluto in compagni di Sami e Reto che
ringrazio moltissimo della compagnia,il mio obbiettivo l'ho
raggiunto:volevo finire la gara e godermi
al massimo l'avventura in pace con me stesso...
Per quello che può contare il mio pensiero, credo che l'avventura
appena vissuta è senz'altro più una ricerca che una fuga. Il traguardo
che mi sono prefissato non è proprio
quello di una persona comune, perché, se fosse così, tante cose le
avresti già a portata di mano.Sento il bisogno di consumare le mie
gambe fino a che la fatica mi aprirà gli
occhi su qualcosa che prima non era chiaro,magari una cosa
insignificante o magari qualcosa che mi cambierà la vita. Oppure non è
neanche questo. Magari tutto questo
viaggio, tutta questa fatica, la devi fare solo per un Respiro. Un singolo
secondo di aria che entra ed esce dai tuoi polmoni in cui però ti senti
finalmente te stesso.
Non tutte le persone cercano ciò che gli serve fuori dalla porta di casa,
alcune lo cercano e lo trovano dentro, altre proprio lì, sulla soglia. Altre
hanno bisogno di allontanarsi
moltissimo perché solo da molto lontano possono vedere le cose in un
altra prospettiva... solo da lontano puoi avere una visioned'insiem
Ora che sono a casa sono molti i pensieri ed i ricordi di questa
avventura, non dormo molto anche se ne sento la necessità, penso sia
normale al ritorno da un viaggio ci si
senta così. Penso alla gente che non dorme il giorno prima di iniziare
un nuovo lavoro, o prima di un esame all'università. Credo che il motivo
sia che non vogliamo deludere
noi stessi, che ci aspettiamo molto, sempre di più, e che vogliamo dei
risultati. Non necessariamente il numero di una classifica o di un voto,
ma qualcosa di più profondo,
una crescita, un cambiamento. Forse una rivelazione…
Il Tour Divide e' unico e fino a che non interverranno grandi sponsor o
Tv rimarrà' una gara speciale…..
Un ringraziamento a tutti quelli che mi hanno seguito da casa….ed in
particolare a Mentalita' Sportiva che ha saputo trasmette al meglio le
mie emozioni….
Sportivamente
Marco Costa
www.wildtrack.it
www.costamarco.it
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